Performance ed Arrampicata: quanto è importante realmente il grado?

performance ed arrampicata

Performance ed Arrampicata:

Quanto è importante realmente il grado?

Un altro week end di arrampicata è trascorso e per molti si tratta dei primi ritorni su roccia dopo un lungo periodo di stop.
Quando a causa di un infortunio, di pandemie mondiali o di altre ragioni, siamo costretti a fermarci per un lungo periodo, ricominciare ad arrampicare può rivelarsi complicato.

Il ricordo di quello che sapevamo fare o del livello che avevamo raggiunto, talvolta genera pressione dentro di noi, creando frustrazione e paura.

L’accettazione dell’attuale situazione è molto importante per evitare di peggiorare il nostro umore, perdere la motivazione ed anche rischiare di farsi male.

In questi momenti di ritorno, il sapersi ascoltare, l’avere pazienza e rispetto del proprio corpo, si rivelano fondamentali per permetterci di tornare a godere pienamente dell’esperienza arrampicatoria, riacquistando fiducia in noi stessi e nelle capacità.

L'ascolto e l'osservazione come alleati

Come abbiamo già visto in alcuni articoli precedenti, l’ascolto e l’osservazione ci permettono di indagare meglio dentro noi stessə, ecco perché è importante sapersi porre le giuste domande che generano in noi consapevolezza.
Ad esempio:

  • Cosa succede se perdi o hai perso il grado?
  • Che cosa rappresenta il grado per te?
  • Credi che sia veramente la misura di quanto vali?
  • È importante per te o agli occhi degli altri?

 

A volte identifichiamo noi stessi e gli altri sulla base delle conquiste, dei risultati raggiunti e della performance.

La società moderna ci porta a misurare il nostro valore sulla base soltanto dei traguardi che raggiungiamo, che sono preconfezionati e standardizzati.

In arrampicata il successo è spesso commisurato al grado che l’arrampicatorƏ riesce a chiudere.

Grazie allo Yoga, nel corso del tempo, ho personalmente preso sempre più consapevolezza di quanto spesso questo meccanismo ci intrappoli, e renda tossico il rapporto con l’arrampicata.

grado

Il grado è tutto? Scalare per diventare persone migliori

Scalare per me è prima di tutto una passione.

Seppur occupi gran parte dei miei pensieri e del mio tempo e gli dedichi fatica e sacrificio, scelgo di arrampicare per la bellezza che questa disciplina porta con sé al di là della mera scala di difficoltà.

Ovviamente questo non vuol dire non dedicare costanza e non desiderare di raggiungere degli obiettivi sfidanti ed importanti o di gettare la spugna e concludere tutto a tarallucci e vino, bensì imparare a vivere meglio il rapporto con la performance e capire che il nostro valore personale non può in alcun modo essere rappresentato dal grado che scaliamo.

Se non riuscire a scalare un determinato grado, non svolgere la verticale sulla testa o un’altra qualsiasi posizione, ti porta a pensare di non valere abbastanza come persona…qualcosa non sta decisamente funzionando nel modo giusto.

La modalità del saper fare e dell’avere non hanno nulla a che vedere con la modalità dell’essere!!

Pensi realmente di essere una persona migliore perchè hai scalato un determinato grado?
Credi sia giusto che tu debba meritare il rispetto delle persone soltanto per quello che sai fare arrampicando o perchè sei capace di fare certe posizioni (asana) dello Yoga?

Imparare a non identificarsi con il risultato, ti aiuterà a essere una persona migliore;
non tanto la performance raggiunta, quanto il viaggio, la fatica e la consapevolezza del voler raggiungere qualcosa.

L’arrampicata è un grande terreno per migliorare come individui se si hanno i giusti strumenti.

Coltivare il non attaccamento

Un altro dei grandi insegnamenti dello Yoga è la presa di coscienza che tutto cambia e nulla resta per sempre immutato, non si può veramente possedere nulla, neppure il nostro grado, perchè prima o poi le cose cambieranno.

Questo precetto nello Yoga viene identificato con la parola sanscrita APARIGRAHA, ovvero frenare l’avidità, l’egoismo, i desideri di possesso e di trascendere l’attaccamento.

Il raggiungimento del grado crea una spirale inarrestabile perché spesso, una volta raggiunto l’obiettivo, il desiderio si sposta su un altro ancora più ambito e così via senza fine.

Il grande messaggio che proviene dalla cultura yogica indiana è quello di coltivare il distacco dalle azioni agendo in maniera disinteressata.

Come possiamo rapportare questo concetto nella scalata?

Semplicemente nella presa di coscienza che è giusto arrampicare secondo il nostro massimo, mettendo forza, amore, passione, fatica, costanza e dedizione ma facendolo con umiltà e distacco, agendo senza reali aspettative.

La comprensione di questi concetti non è affatto scontata e banale e si può cadere nell’inganno di pensare che il concetto sia semplicemente quello di invitare tutti ad arrampicare senza preoccuparsi di raggiungere obiettivi…

Ovviamente non esiste una polizia dell’arrampicata, così come non esiste la polizia dello Yoga.
Se per noi è importante raggiungere un obiettivo come un determinato grado, salire una particolare linea, conquistare un asana, non c’è nulla di male nel farlo e nel dichiararlo… la differenza è il come lo facciamo ed il perchè!


Non puoi possedere veramente nulla nel mondo, neppure il grado in arrampicata.

Concludiamo

Avere una scala di difficoltà è sicuramente utile per comprendere dove siamo nel nostro percorso, e per “misurare” il nostro miglioramento.
I gradi servono a creare una scala di riferimento ma i fattori che condizionano l’attribuzione di un determinato grado, sono molteplici.

Sono certa che ti sarai imbattutƏ più volte in linee che sembrano non avere nulla che fare con il grado che gli è stato attribuito.
Nel bouldering spesso accade addirittura che le linee vengano rigradate nel corso degli anni, a significare che è sempre tutto dannatamente relativo e che non esiste nulla di immutabile nel tempo!

RICORDA:

You’re not your grade, tu NON sei il tuo grado!

Keep Climbing and always smile!

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About the Author: Miryam Magnoni

About the Author: Miryam Magnoni

Ciao sono Miryam e sono insegnante di Yoga ed appassionata di Arrampicata sportiva.
Negli anni ho avuto il piacere di vivere l’arrampicata a 360° passando dalle vie lunghe, all’arrampicata trad, dalla falesia fino al bouldering.
Con il passare del tempo la mia passione per lo Yoga e l’Arrampicata sono diventate così forti da decidere di dedicare loro tutta la mia vita.
Insegno e scrivo per Yoga4Climbers, l'unica piattaforma di Yoga Online per l'Arrampicata d'Italia.